Come collegare un preamplificatore phono RIAA

Il tuo amplificatore stereo o preamplificatore non dispone di un ingresso phono e desideri collegare un giradischi per ascoltare i dischi in vinile?

Bene, devi aggiungere un preamplificatore phono RIAA dedicato, che si interpone tra il giradischi ed uno degli ingressi di linea del tuo amplificatore Hi Fi.

Ti basta quindi collegare il giradischi al preamplificatore phono utilizzando una coppia di cavi di segnale RCA, non dimenticandosi di collegare anche la terra (GND).

Il pre phono sarà quindi collegato all’ingresso di linea del tuo amplificatore audio, utilizzando una ulteriore coppia di cavi di segnale RCA.

Non importa a quale ingresso dell’amplificatore si collega il preamplificatore phono (CD, DVD, AUX-IN, TUNER) sono tutti quanti identici, con il medesimo risultato sonico.

Alcuni particolari modelli di giradischi, va notato, non necessitano neppure di un pre phono, poiché lo integrano già al proprio interno (è il caso dei giradischi USB).

Perché utilizzare un preamplificatore phono RIAA?

All'inizio, quando vennero introdotti i vinili a 78 giri, le registrazioni erano molto limitate nella frequenza audio, dal momento che la gamma bassa richiede una escursione nel solco del disco che però si rivelò da subito incompatibile con la superficie del disco.

All'epoca, quindi, ci si accontentava di ottenere una gamma di frequenze comprese in un range che andava dai 150 Hz ai 3000Hz.

In seguito, tra il 1925 ed il 1956, tutte le maggiori case discografiche misero a punto una speciale curva di equalizzazione capace di rafforzare le frequenze più alte e di attenuare quelle più basse durante la fase di registrazione.

Una curva inversa viene invece applicata all’uscita del segnale audio dal giradischi, per consentirne l’ascolto corretto.

Poiché era impensabile che ogni casa discografica utilizzasse una propria curva di equalizzazione, dal momento che poi ogni giradischi avrebbe poi dovuto disporre di differenti settaggi per poter riprodurre correttamente la specifica incisione, nel 1956 l’associazione degli editori fonografici americani (la RIAA: Recording Industry Association of America), decise di mettere a punto uno standard.

Era nata la cosiddetta Curva di Equalizzazione RIAA, basata sul formato utilizzato al tempo da RCA e Victor dal 1953 (leggi su Wikipedia).

La bontà di un preamplificatore phono si valuta proprio in base alla sua capacità di seguire, con la massima precisione, i dettami dello standard RIAA.

Tutto sommato, lo schema di un preamplificatore phono RIAA è abbastanza semplice: si tratta di un filtro audio costruito utilizzando condensatori e resistenze accuratamente selezionate, in modo tale da rispettare le specifiche dello standard.

La curva di 6dB per ottava corrisponde ad un circuito di filtraggio di prim’ordine (in sostanza, è ottenibile con un unico condensatore).

L’abilità del costruttore, quindi, sta nel sapere selezionare accuratamente la componentistica utilizzando resistenze e condensatori di precisione (cioè con tolleranze molto basse).

Bisogna notare come, tra il 1930 ed il 1950, le vecchie puntine piezoelettriche utilizzate nei grammofoni avessero già una curva naturale di 6dB (da 550 a 2134 Hertz).

Necessitavano, quindi, solo di un preamplificatore lineare (come quello di un microfono) per ottenere il guadagno del segnale audio.

Queste cellule piezoelettriche, tuttavia, erano tutt'altro che Hi Fi ed utilizzavano una pressione compresa tra 5g e 10g.

Tornando ai giorni nostri, la puntina del giradischi ha un livello di uscita del segnale audio che è molto basso: 3mV per i modelli a magnete mobile (MM) e 0,3mV per i modelli a bobina mobile (MC).

Occorre quindi aumentare il livello del segnale audio e portarlo a 0,6V e cioè al valore tipico accettato da un ingresso di linea standard presente su un amplificatore audio o preamplificatore.

Un ulteriore criterio per valutare la qualità di un preamplificatore phono è il suo livello di rumorosità intrinseca.

Lavorare con segnali audio di così basso livello richiede infatti l’obbligo di utilizzare componenti elettronici caratterizzati anch'essi da un livello di rumorosità molto basso.

Deve essere applicata la massima cura anche per la sezione di alimentazione del pre phono.

Quest’ultima, infatti, deve essere estremamente silenziosa, cioè deve produrre un livello bassissimo di interferenze elettriche perché, inevitabilmente oltre una certa soglia, andrebbero ad alterare la qualità del segnale audio originale.

Se il tuo amplificatore audio non ha un ingresso phono

Gli amplificatori audio più recenti dispongono raramente di un ingresso phono e, se lo hanno, quest’ultimo è di qualità modesta.

La precisione nel seguire la curva RIAA è di fondamentale importanza e, come spiegato precedentemente, necessita l’impiego di componentistica di altissima qualità e selezione. Apparentemente occorrono “solo” poche resistenze e pochi condensatori, ma il loro scrupoloso abbinamento determina la bontà del risultato finale ottenibile.

La stessa attenzione va posta anche nella selezione di tutta la componentistica attiva (transistor, valvole, circuiti integrati, alimentazione): devono avere una bassissima rumorosità unita alla capacità di mantenere un guadagno costante del segnale audio.

È bene ricordare che un buon preamplificatore phono RIAA deve essere un eccellente preamplificatore di segnali audio microfonici, caratterizzato da una equalizzazione estremamente precisa e da un livello di rumore molto basso.

Questo spiega il motivo per cui spesso, nei modelli di preamplificatori phono più pregiati, l’alimentazione sia esterna, proprio per non creare interferenze elettriche a questi segnali audio debolissimi.

Lo chassis, inoltre, è spesso costruito con particolari accorgimenti che consentono di isolare al massimo gli effetti microfonici sui condensatori.

Esistono, comunque, preamplificatori phono economici, che vanno bene per poter ascoltare un giradischi ed ottenere risultati apprezzabili. Tali modelli sono adatti nel caso in cui si possieda un amplificatore audio entry-level e l’obiettivo sia soltanto quello di poter sentire dischi in vinile senza troppe pretese.

Ovviamente, gli audiofili più esigenti ed esperti, necessitano di soluzioni specifiche e molto più performanti da un punto di vista sonico, che permettano prestazioni senza compromessi.

Solamente un preamplificatore phono Hi Fi di questo tipo può gestire correttamente le migliori puntine per giradischi presenti sul mercato Hi Fi e consente ascolti in alta fedeltà vera.